mercoledì 3 febbraio 2010
SAPERE DI TE'
Nel IV secolo d.c. il te’ si prepara facendo essiccare le foglie per poi pressarle fino ad ottenere dei pani duri e facili da trasportare. Per poterlo consumare si doveva staccare la quantita’ necessaria da questo blocco,frantumarla nel mortaio e poi bollirla in acqua con altri ingredienti come il sale,lo zenzero,la buccia d’arancia e il latte,qualche volta addirittura le cipolle. Ancora oggi nel tibet,in mongolia e anche in india il te’ viene preparato quasi allo stesso modo. Nell’VIII secolo gran parte degli ingriedenti sono scomparsi ed e’ sopravvissuto solo il sale.il te’ ormai e’ una bevanda alla moda e molto diffusa tra i dignitari di corte. E’ in questo periodo che viene scritta la prima opera “scientifica” sul te’:il canone del te’ o cha ching del poeta lu yu (lu wu). Sotto la dinastia sung il te’ gioca un ruolo preponderante nella civilta’ cinese.costituisce parte del tesoro imperiale,viene usato come moneta di scambio e soprattutto quale mezzo di pagamento per i cavalli acquistati presso le popolazioni mongole del nord e la corte imperiale vi ha posto il monopolio di stato.in questo periodo si ha la nascita di un nuovo modo di preparare e ber il te’. Le foglie vengono pestate fino a ridurle in polvere finissima;questa verra’messa in una ciotola e,con l’aggiunta di acqua calda,sbatuta con un frustino di bambu’ fino a farla schiumare.il tutto accompagnato da un rituale molto preciso che oggi sopravvive solo in giappone nella cerimonia del te’(cha no yu). L’invasione mongola e l’avvento della dinastia ming,nel XIII secolo,faranno scomparire completamente anche il ricordo di questa tecnica.le foglie,adesso,vengono fatte essiccare e poi lasciate pochi minuti ad infusione in acqua non bollente. Il te’ e’ giunto in europa nel 1632 e gli occidentali hanno per molti secoli conosciuto solo questo modo di preparare il te’. Controversa e’ l’origine dell’aggiunta di latte o limone,cosi’ british e’ tipica del teatime.c’e’ chi sostiene che una delle motivazioni fosse di evitare la rottura delle tazze che,raffreddate con il latte,non si spaccavano a contatto con l’acqua bollente. Sicuramente piu’ credibile e’ invece la tesi che gli europei lo abbiano mutuato dalle popolazioni che ne facevano ancora uso.resta pero’ inusuale la scelta del limone che non viene mai usato dai cinesi...............Federico Mussini…..federico.mussini@katamail.com
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