lunedì 18 gennaio 2010
IL VINO,CULTURA NEL BICCHIERE
IL VINO, CULTURA NEL BICCHIERE……… In una Italia che vede l’export del Made in Italy sempre più in crescita, soprattutto sul Food & Wine, tale bevanda, frutto di anni di ricerche e di enormi capitali privati da sacrificare, non gode attualmente di complete opinioni positive……se pensiamo alle continue e giuste campagne di prevenzione del sabato sera……., ( che strano….meno del 5% dei giovani supera il livello di alcool vale a dire oltre lo 0,5/°°° con solamente vino) ….per ben il 90% la consumazione, e le altre a seguire, sono una serie di bevande tra cocktails e superalcolici, che vedono l’assenza totale del “ Nettare di Bacco”!!!!!!! Perché pensare al binomio vino-incidente, e non pensare invece alla valorizzazione del piatto con il doveroso vino in modiche quantità, oppure investire in qualità, con il consiglio a tavola, attraverso una Carta del territorio e la presenza di un Sommelier preposto? Strano…….l’Associazione Italiana Sommeliers, conta ben 33.000 inscritti…..che han fatto l’intero Corso, di 52 lezioni, attraverso il quale si fa comprendere all’aspirante frequentante, l’emozione del bicchiere, la vinificazione….le malattie della vite….le strategie aziendali….l’enografia del territorio, regione per regione, dapprima, per poi a livello continentale e mondiale ed alla fine ben 13 lezioni sull’abbinamento cibo-vino, secondo alimenti e metodi di cottura….ma solamente il 10-15% operano nella ristorazione come “ Comunicatori di Cultura”…..il resto, sono liberi professionisti, che cercano di comprendere, come un buon piatto stellato, “sposato” con un buon vino si esaltino a vicenda…….valorizzando il territorio…….ma spesso, l’arte dell’arrangiarsi in una Carta ( quando esiste…) di etichette ormai obsolete e risentite, mettono l’ospite in condizioni” Prendo questo perché non c’è altro”… Quante volte, il commensale ricorda perfettamente un piatto, all’uscita da un ristorante, i suoi ingredienti, ( nonostante i nomi lunghi delle pietanze…..) e del vino, o più vini, nemmeno la tipologia….badate bene, non l’azienda o l’annata…… Ecco…concludo così, con una provocazione…….lo stesso calice “ pseudo-aperitivo” talvolta, che sia Prosecco, un Franciacorta, o un Trento DOC, ( quando va bene…) per la maggior parte dei nostri festeggiamenti, siano essi formali, o informali, li ritroviamo anche accanto al Dessert….Mousse, Bavarese, Parfait e Semifreddi vari…… Torte da ricorrenza, ove il Cin Cin augurale vede l’arrivo di un brivido in bocca ( sinonimo di abbinamento non per contrasto, ma per disastro….) invece di optare per un Moscato Di Terracina, un buona Malvasia Passita, un Cannellino, un Recioto di Soave,un Muffato, etc, etc, etc, quante emozioni cestinate……. A presto….e mi raccomando…..la cultura nel bicchiere non s’improvvisa…come l’arte di cucinare….ma i dati oggi smentiscono ciò……con la convinzione che sia una professione dal “ guadagno facile”…( un commerciante pensa così…un Gourmet no….)e l’Italia si divide a metà….i Grandi Ristoranti Stellati da Roma in sù, e nel Centro- Sud prevale la teoria del “ Che ci Vuole? Un salutone……. Giovanni Amati
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