mercoledì 20 gennaio 2010
SHAKER QUASI OTTANTANNI FA
Lo Shaker La battuta di James Bond"shakerato”, non mescolato diventa una specie di slogan. Ma che significa esattamente?ln senso stretto i drinks chiari di solito si mescolano a quelli più densi che contengono albume, mentre creme e succhi devono essere schakerati.Questi drinks possono essere mescolati con un frullatore, ma comunque vanno filtrati per eliminare pezzetti di ghiaccio o di frutta che possono compromettere la presentazione. Esistono tipi diversi di shaker; quello più comune è un contenitore dotato di una chiusura filtrante e di un coperchio.Dopo aver shakerato gli ingredienti raccolti nel contenitore con il ghiaccio si toglie il coperchio e si versa direttamente il coctail attraverso il tappo forato per trattenere eventuali pezzetti rimasti solidi. Non shakerate mai una bevanda frizzante e non riempite mai oltre 3/4. Se vi trovate nella situazione di dover preparare più coctail shakerati sarebbe bene utilizzare almeno 2 shakers, uno per i drinks che contengono ingredienti dai sapori più marcati e l’altro per quelli più delicati. Questo è consigliabile per non trasferire tracce dì sapori troppo forti a quei drinks il cui gusto potrebbe esserne modificato. Per lo stesso motivo è consigliabile sciacquare sempre lo shaker o qualsìasi altro utensile tra la preparazione di un coctail e l'altro.Tra il 1880 e la fine degli anni 30 furono numerosi i brevetti relativi a forme più o meno bizzarre di shaker. Gli shaker a forma di "gamba di donna”compaìono attorno al 1937 e sono composti da quattro pezzi :la scarpa di metallo più o meno costoso, la gamba in vetro, il coperchio e il tappino a vite in metallo. Il successo fu grande anche perché negli american bar, prese"piede" [...è proprio il caso di dirlo]la frase "shake thè leg"[shakera la gamba] che diventerà negli anni successivi una sollecitazione a" muoversi "sbrigarsi".Sulle origini del coctail esiste una letteratura piuttosto fantasiosa. C'è chi lo attribuisce a un re di Francia che aveva l'abitudine di titillare un suo sommellier o cantiniere con una penna di gallo, chi racconta di un'antico messicano che diede ad una mistura spiritosa il nome dì una sua figlia prediletta[Yochiti]. Comunque il coctail esisteva già alle fine del XVIII secolo. Nella Royal Street di New Orieans al numero 437 si leggeve la scritta "The coctail is born". Si dice che la mistura dì liquori sia nata in quella casa dove ,negli ultimi anni del 600, un creolo dì Santo Domingo aveva aperto una farmacia o drugstore. Il locale era molto frequentato per la fama di guarire vari malanni con un suo tonico,nel quale si associavano diversi amari. Le gazzette del 29 dicembre 1874 riferiscono la cronaca di un banchetto offerto dall'ex governatore dì New York, nella casa della madre di Winstone Churchill, durante il quale agli ospiti fu servito un coctail la cui formula è rimasta uguale fino ai nostri giorni. Si può certamente quindi fare coincidere la data di nascita delle sìngole miscele con la storia dei coctail più prestigiosi. Nella stessa epoca del Manhattan nasceva un'altro coctail forse il più famoso e diffuso dalla ricetta di un gentiluomo iberico, cliente di un elegante bar della Astor Hause. Negli anni '20 quando negli Stati Uniti il proibizionismo aveva vietato la produzione e la vendita dei liquori ci si è trovati davanti alla necessità di mascherare il tremendo sapore degli alcolici illegali con una grande quantità dì liquori a più ingredienti come sciroppi e succhi di frutta. Quando nel 1933 il proibizionismo venne abolito la moda di queste miscele si era ormai consolidata.Nella foto raro e paticolare shaker in silver plate a forma di dirigibile, Inghilterra anni "30....................Federico Mussini…..federico.mussini@katamail.com
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